Essere esserci percepirsi   Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Sezione Provinciale di Bari, ti invita a partecipare, mercoledì 25 febbraio, a partire dalle ore 16.45, all’incontro preliminare ad una serie di lezioni di Tango Argentino la cui impronta intende ricalcare, in senso lato, un “incontro” con l’altro in una dimensione di scoperta del proprio essere persona. Il costo, per un incontro da tre ore ciascuno, è pari a 30 euro. Sono previsti un paio di incontri mensili. L’incontro preliminare è, ovviamente, gratuito. Chiunque sia interessato può comunicare la propria adesione contattando la Segreteria della Sezione di Bari dell’U.I.C.I. Considerato lo spessore dell’attività in oggetto, ti esorto a non mancare. Qui di seguito, la brochure illustrativa del progetto. “ESSERE ESSERCI PERCEPIRSI” Laboratorio esperienziale di psicoterapia di gruppo mediata dagli elementi basici del tango e altre forme di mediazione artistica La dimensione simbolica (arte, musica, danza, pittura ecc.) riconfigura l’esperienza del vivere La Cooperativa AL.I.C.E AreArtiEspressive, in collaborazione con l’ équipe GotA’n_go, si è proposta di recuperare, integrandola, l’esperienza proposta del 2008, dove lo psichiatra italo-argentino dott. Federico Trossero approdò in Puglia con il progetto “TANGO SALUS” finanziato alla Cooperativa dalla Regione Puglia all’interno del Piano 2008 “Interventi in favore dei pugliesi nel mondo”, in collaborazione con l’Associazione Pugliesi di Buenos Aires e Gran Buenos Aires. Da questa esperienza, oggi, nasce il progetto “Essere Esserci Percepirsi”, che cerca di unire il vocabolario del tango al mondo della “psiche”, aprendo innovativamente anche ad altre forme di mediazione artistica, convinti che i linguaggi dell’arte e della “bellezza” permettano una diversa elaborazione del mondo sensoriale e cenestesico nonché dell’esperienza percettiva e cognitiva e che, integrati favoriscanola consapevolezza del proprio corpo, delle proprie rappresentazioni ed emozioni e del proprio sé in relazione all' Altro. Perchè il tango? L’idea di fare del tango una terapia si inserisce all’interno di un filone che vede nella danza - e nella mediazione artistica in generale - un grande potenziale, un potenziale che deriva da una semplice considerazione: le nostre emozioni, i pensieri, le sensazioni; le fragilità e i limiti, la sofferenza, tutta la nostra unica e irripetibile soggettività, abitano i confini del corpo, parlano attraverso il corpo, prima ancora che le potenzialità della parola ne diventino veicolo, anzi, spesso, oltre la parola. Due corpi che ballano non sono immagini bidimensionali o involucri vuoti, privi di anima; sono corpi vivi, vissuti, corpi con una storia, corpi che racchiudono e parlano di Chi li abita. Il tango si fa, quindi, strumento per accedere a questo corpo abitato e conoscerne il personaggio, il suo mondo interiore, il suo modo d’essere e di relazionarsi. Le parole lasciano spazio al movimento e così il tango diventa metafora del vissuto della persona. È questo che consente di fare del tango una terapia. Il sentimento del tango, con i suoi temi peculiari (l’ascolto, l’intesa, la vicinanza, l’intimità, la passione, la seduzione, l’eleganza, i giochi di ruolo e potere … ) diventa veicolo per l’emergere dei temi della persona. Il mondo emotivo del “partecipante-ballerino” si svela attraverso il tango: non è un’interpretazione o un atto di significazione dall’esterno; ciò che emerge è l’esperienza viva e densa di significato già all’interno. Non si va a interpretare, ma ad osservare, accogliere, accompagnare in un processo di conoscenza di sé. Il tango in particolare è un ottimo esercizio per le differenti velocità di esecuzione, i continui arresti e accelerazioni, i bruschi cambiamenti di direzione, le deambulazioni in arretramento, giravolte e stop improvvisi che sono utilissimi per mantenere il controllo dell’equilibrio e della postura, favorendo la gestione dell’equilibrio statico, dinamico e la risposta cinetica oltre che la consapevolezza dello stare qui ed ora. Solo tango? No! Il nostro laboratorio èIl percorso di tangoterapia è aperto a tutti; per chi non sa ballare può essere anche più efficace e sorprendente, mentre per chi lo fa già può rappresentare un’opportunità per provare a comprendere le frustrazioni del tango, affrontando in altro contesto blocchi psicologici ed emotivi. un percorso di terapia di gruppo mediato dall’utilizzo degli elementi basici del tango ma integrati con altre modalità espressive ( training di teatro performativo, meditazione, musica, tecniche di rilassamento corpo/voce, pittura...). Nel nostro lavoro, la parola, seppur presente nei momenti di condivisione e di elaborazione psicoterapeutica, lascia vitale spazio ai momenti esperienziali che permettono di esplorare la propria gamma emotiva e la relazione con l’altro. Ad esempio, l’utilizzo del training teatrale (inteso come corpo che si mette in relazione allo spazio/tempo/altro attraverso modalità estetiche), all’interno del percoso “Essere, Esserci, Percepirsi” si pone come forma di facilitazione emotiva. “Il corpo impegnato in una azione determinata e poetica, produce senso e si fa connessione con la gamma emotiva. La mediazione artistica , tenderà a de-meccanicizzare le modalità corporee cristallizzate e a favorire il libero fluire dell’esperienza psicoterapeutica” (D. Tummillo). A cosa serve? “Essere esserci percepirsi” è un percorso finalizzato a implementare forme di benessere legate alla conoscenza di sé e del proprio di “essere situati” nel mondo e in continua relazione con esso. Uno spazio in cui si può sentire il proprio modo d’ESSERE e di incontrare l’Altro (ESSERCI) e ascoltarsi. Uno spazio dove è possibile guardare ai propri disagi, ai propri limiti e intraprendere un percorso di consapevolezza che riconosca risorse e potenzialità. A chi è rivolto? Il percorso si rivolge a tutti coloro che desiderino ampliare la conoscenza di sé, affrontare i propri limiti, superare alcune inibizioni e paure, imparare a lasciarsi andare, e più in generale scoprire e sviluppare nuove capacità personali e sociali attraverso modalità “altre” che permettono al “sentire” di emergere nel qui ed ora dello spazio del lavoro terapeutico arte-mediato; “sentire” di cui poi ci se ne appropria attraverso la parole. I ruoli del tango classico sono funzionali all'esplorazione del proprio maschile e del proprio femminile, senza distinzioni di sesso. “Essere esserci percepirsi” è rivolto alle persone nella loro totalità. Cosa faremo? Lavoreremo su diverse aree tematiche, a cominciare dalla tematica dell’ascolto. Ascolto inteso anche come l’essere pienamente e consapevolmente presenti nel contatto con l’oggetto della propria esperienza: e quindi ascolto attraverso il tatto (attraverso l’analisi del movimento del nostro corpo e del corpo dell’altro sia nella sua globalità sia nelle sue singole parti, come mani, braccia, petto …), ascolto attraverso il contatto di energie , ascolto dell’Altro e degli Altri (l’entrare in sintonia con l’altro al punto da riuscire, ad esempio, a condurre un ballo anche semplicemente sentendo la presenza). Inoltre il tema dell’affidamento/intimità (dal prendersi per mano, all’abbraccio, agli esercizi ad affido ); le tematiche di ruolo; e ancora la tematica della valutazione/conferma/disconferma di sé e quella della passione/seduzione/eleganza. Destinatari: per una buona dinamica di gruppo il numero può variare dai 15 ai 30 partecipanti. Tempi e costi 2 incontri mensili della durata di 3 h per 3/6 mesi Il costo per partecipante è di euro 30,00 ad incontro di psicoterapia di gruppo Contatti: Dott.ssa Imma D'Errico 347/3304787 Donatella Tummillo 347/5071501 Brevi testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza Ho vissuto sensazioni molto forti nel contatto “reale” con l’ Altro. Non avevo paura di essere giudicata, mi sentivo accolta e a “Casa”. Micaela Avevo molta resistenza il primo giorno. Non ho scelto di venire. Diciamo che mia moglie mi ha “costretto”. Lentamente mi sono sentito avvolgere da un velo di emotività che mi ha permesso di entrare in contatto con le mie difficoltà di dimostrare quello che sono. Grazie. Leonardo Vi confesso che pensavo di venire ad imparare a ballare il tango. Non è stato cosi ma è stato molto di più. Ho conosciuto parti di me che non sapevo esistessero. Un terremoto dell’anima. Federica È stato forte, mi è uscita l’ansia dal petto , come una liberazione. Rosa Durante gli esercizi mi è venuto a galla l’antica paura di non essere accettata e scelta, come da ragazza! Le avevo forse rimosse ma se sono uscite fuori un senso l’avranno! ci ho dovuto lavorare su ma sono contenta di averle affrontate…finalmente! Caterina Io ballo il tango da anni, ho fatto quest’esperienza per curiosità, curioso di capire la differenza tra il corso di tango e la tangoterapia. È un’altra cosa, NON si DEVE SAPER ballare, non occorre sapere i passi e fare camminate “giuste e corrette”, poggia prima la pianta poi il tacco, assolutamente no, qui viene vista come una limitazione. Qui trovi un tuo proprio asse, lo scopri e ti viene a significare qualcosa e qualcos’altro. Giuseppe

Pubblicazione del: 02-02-2015
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