Lunedì 13 dicembre Concerto La bambina cieca e la rosa sonora   Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

L'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, Sezione Provinciale di Bari, ti invita a partecipare, lunedì 13 dicembre, alle ore 20.30, al Concerto La bambina cieca e la rosa sonora, presso la Chiesa Santa Teresa dei Maschi, Strada Santa Teresa dei Maschi, 1, Borgo Antico di Bari. Il concerto rientra nella serie di eventi firmati Festival musica contemporanea Urticanti Bari. La bambina cieca e la rosa sonora è un testo per musica di Anna Maria Farabbi, musica di Vincenzo Mastropirro. Video di Massimo Achilli MASTROPIRRO ERMITAGE ENSEMBLE Enrica Rosso voce recitante Vincenzo Mastropirro flauti/direzione Nicola Pisani sax sop/bar Domenico Bruno pianoforte Luigi Morleo percussioni Di seguito il copione oltre ad un documento contenente cenni storici e di preparazione all'ascolto del concerto con brevi esemplificazioni della poetica del testo stesso.     La bambina cieca e la rosa sonora testo per musica di anna maria farabbi                                                 1 - Soglia.   Buio VOCE BAMBINA impaurita incerta tremolante: io sono qui… C’è qualcuno là…? Si sente l’eco lievissima delle parole, che creano una sensazione di profondità aerea. Come se la bambina stesse in un luogo tempo buio e inabissato. Sul finire dell’eco una voce vecchissima ripete, come facendo parte dell’eco: VOCE VECCHISSIMA: io…qui…là VOCE BAMBINA riemersa dal pianto, singhiozzando leggermente: Nonnina sei tu? Silenzio Ti prego nonnina fammi le orecchie…ti prego…Oh! Ooooh! Nonnina grande nasci qualche parola, almeno qualche suono…ti prego. Silenzio. Si sente il battito cardiaco subito forte. Come una palpitazione, un boato palpitante che sfonda il silenzio. Qui si avvia la musica ma sempre in sottofondo, a tratti udibile, il battito cardiaco. A poco a poco, si sente anche il metronomo che andrà gradualmente a intrecciarsi con la figura sonora del battito cardiaco.                       2 TERRA Silenzio. Buio. Passi in corsa della bambina su un terreno pieno di foglie. Improvvisamente, l’arresto. Silenzio. Un tonfo. Sonorità fortissima come di frutto che cade. Bisbigliando, in sussurro VOCE BAMBINA: Giro giro tondo/casca il mondo/casca la terra/tutto giù per terra. Qua e là si sente la voce della vecchia che canta la stessa filastrocca. La musica parte dal tema musicale del girotondo fino a crescere autonomamente divenendo taranta. Dalla lentezza pacificante del girotondo si va alla sanguigna corporeità musicale.                                             3. ARIA Silenzio. Un frullo profondo. Largo. Intenso. Il suono dell’uccellino si ferma. Cinguetta. Improvvisamente, sparo. Silenzio.       VOCE BAMBINA: Perché?...E adesso? Vento improvviso fortissimo. La bambina urla:Non portarmi via. Non prendermi la bocca, voglio cantare anch’io. Non portarmi via gli occhi, ho paura del buio. Il vento lentamente cessa. Si sente il fiatone della bambina. Come se i suoi polmoni fossero talmente affaticati, esausti, dopo tanto urlare e contrastare il vento. Da qui comincia la musica. Fiato puro che esce da uno strumento senza l’emissione del suono.                                         4. FUOCO Silenzio. Tuono. VOCE BAMBINA: Oh! Il mio povero cuore fulminato! Cioè scelto da un fulmine per trasmissione di luce potenza e precisione. Povero perché privo di distrazione. Tuono. Da qui comincia la musica                                           5. ACQUA Una goccia che riverbera nella sua sonorità cadendo dall’alto sulla superficie dell’acqua, creando eco. VOCE BAMBINA: Goccia il tempo. E’ potabile. Lo bevo e mi ci lavo. Mi invecchio e rimango piccina. Sento, nonnina, perché mi hai fatto cieca con l’orecchio che è tutto il corpo. Che io vorrei entrare nell’acqua e sciogliere tutto il buio, tutta la paura del buio, della morte, tutto il canto, la gioia. Vorrei…vorrei sì diventare una pescia d’acqua nell’acqua. Nuotando indietro, di nascita in nascita. E poi giù fino alla festa grande del mare. Si sente il mare. Da qui la musica.                                             6. PROFONDITA’ COSMICA Corde vibrate sordamente di uno strumento a corde. Come fosse la vibrazione del filo dell’arco che rimane in oscillazione dopo lo scoccare della freccia.   VOCE BAMBINA: Me lo dice la freccia quando esce dal mio arco. Da qui a lì…se alzo il naso…se annuso, nonnina, sento la vibrazione della polvere stellare, dei movimenti, e io con loro nel giro del pieno e del nulla. Io non la vedo la luce, ma sento la sua velocità, il suo andare, il suo toccare, le sue risurrezioni…fuori di me…dentro…fuori dentro dentro di me.                                                 7. USCITA   VOCE DELLA VECCHIA NONNINA: Come ti chiami, piccina? Forza ricordati…Da dove vieni? Dove vai? Forza piccina che è tardi, dì la tua origine. Parla con la pancia.     vagito si sente la vecchia che canta una ninna nanna. Musica che riprende l’anima della ninna nanna per poi farsi autonoma                                                   8. MONTAGGIO   Tagli di suoni deformati velocizzati come da nastro velocità impazzita. Rallentata   Vagito io qui la nonnina sei tu? Un tonfo Frullo Metronomo Battito cardiaco Sparo Ninna nanna …       FINE         La bambina cieca e la rosa sonora da un testo di Anna Maria Farabbi musiche Vincenzo Mastropirro interventi visivi Massimo Achilli Mastropirro Ermitage Ensemble Enrica Rosso voce recitante Vincenzo Mastropirro flauti/direzione Nicola Pisani sax soprano/baritono Domenico Bruno pianoforte Luigi Morleo percussioni "La bambina cieca e la rosa sonora"  tratto da un testo per musica di Anna Maria Farabbi, interpretato da Vincenzo Mastropirro nella regia e nel continuum musicale per una musica sacra e infinita. La stessa scrittrice annuncia l'opera: "Lo stupore infantile di chi si sporge nell'anello del pozzo. del pozzo cosmico. e chiede come un atto istintivo, allarmato, tenerissimo:  dove da dove perchè. e chiede dalle profondità del sé, con voce fragilissima. E questo chiedere fa un'eco impastato di vento e di frullo d'ali. Si modula, si orienta, si precisa, si potenzia come un velocissimo stormo vocale fino all'ombelico della pancia madre che è la vita mater, la vecchia, vecchissima, ancestrale mater. La durata del viaggio è la rosa sonora.  Dentro cui agisce tutta la cultura del mito, della sensorialità, del simbolo, del suono e del silenzio organico. Gli artisti offrono soltanto un tappeto volante per la lunghissima, intensa, spirale del viaggio. Io, l'idea e la tessitura delle parole."    "La bambina cieca e la rosa sonora"  tratto da un testo per musica di Anna Maria Farabbi, interpretato da Vincenzo Mastropirro nella regia e nel continuum musicale per una musica sacra e infinita. La stessa scrittrice annuncia l'opera: "Lo stupore infantile di chi si sporge nell'anello del pozzo. del pozzo cosmico. e chiede come un atto istintivo, allarmato, tenerissimo:  dove da dove perchè. e chiede dalle profondità del sé, con voce fragilissima. E questo chiedere fa un'eco impastato di vento e di frullo d'ali. Si modula, si orienta, si precisa, si potenzia come un velocissimo stormo vocale fino all'ombelico della pancia madre che è la vita mater, la vecchia, vecchissima, ancestrale mater. La durata del viaggio è la rosa sonora.  Dentro cui agisce tutta la cultura del mito, della sensorialità, del simbolo, del suono e del silenzio organico. Gli artisti offrono soltanto un tappeto volante per la lunghissima, intensa, spirale del viaggio. Io, l'idea e la tessitura delle parole."     Vincenzo Mastropirro (1960) è di Ruvo di Puglia, vive a Bitonto (Ba). Flautista, compositore, autore di poesie, personalità eclettica e poliedrica. Dal 1989 suona col Trio "Mauro Giuliani" per importanti teatri e sale concertistiche in Italia e all’estero - Egitto, Francia, Inghilterra, Germania, Marocco, Spagna, Malta, Romania, Austria, Iraq, India, Grecia e col Trio incide cinque CD con le case discografiche FonitCetra, Bongiovanni, Rugginenti, PhoenixClassics, Warner Music cimentandosi con un repertorio che va dal classico al contemporaneo, dalla contaminazione all’improvvisazione. L’amore per la poesia lo porta a musicare i testi di Alda Merini e compone Ballate - inciso per la Phoenix Classics, Montebelluna (Tv) 1999. Successivamente, su poesie di Vittorino Curci, compone Songs inciso per Terre Sommerse (Roma 2007) e poi Mater Dolorosa, Stabat in nove quadri su laudi dialettali pugliesi inciso per la Essemmegi, Bari 2003, ha composto la musica per La bambina cieca e la rosa sonora di Anna Maria Farabbi con i video di Massimo Achilli. Ha inoltre composto alcuni brani per il jazzista Paolo Fresu & Alborada String Quartet e per il duo Sakis Papadimitriou e Giorgia Sylleou. E’ autore di poesie. Alcune selezionate per concorso, sono state pubblicate su riviste e antologie nazionali Giulio Perrone ed., Pagine ed., Aletti ed., Le voci della luna ed., LietoColle ed., Edizioni Scientifiche Italiane ed., Periferie ed. Ha pubblicato Nudosceno LietoColle ed. Faloppio(Co) 2007. Tretippe e Martidde (questo e quest’altro) nel dialetto di Ruvo di Puglia (Ba) Giulio Perrone Lab ed. Roma 2009, Pugliamondo - un viaggio in versi (Edizioni Accademia di Terra d'Otranto Neobar, 2010) www.vincenzomastropirro.it   Anna Maria Farabbi vive a Perugia. Per poesia: Fioritura notturna del tuorlo (Tracce, 1996); Il Segno della Femmina (LietoColle, 2000) con cd; Adlujè (Il ponte del sale, 2003); Kite, con portfolio di 9 opere grafiche di Stefano Bicini (Studio Calcografico Urbino, 2005); La magnifica bestia (Travenbooks, 2007); Segni, con opere grafiche di Stefano Bicini (Studio Calcografico Urbino, 2007); In nomine, poesia su incisione di Simonetta Melani (Due Lire, 2008); Larosaneltango, per musiche di Diego Conti (Studio Calcografico Urbino, 2008); La neve (Il Pulcino Elefante, 2008); La luce esatta dentro il viaggio (Aljon, 2008); Solo dieci pani (LietoColle, 2009). Per prosa: Nudità della solitudine regale (Zane Editrice, 2000); La tela di Penelope (LietoColle, 2003). Per saggistica, traduzioni: Le alfabetiche cromie di Kate Chopin, monografia su Kate Chopin (LietoColle, 2003); Un paio di calze di seta, raccolta di racconti di Kate Chopin (Sellerio, 2004); Il lussuoso arazzo di Madame d’Aulnoy (Travenbooks, 2009). Per la cura dell’opera: Antologia Luce e Notte: esperienza dell’immagine e della sua assenza (LietoColle, 2008); Antologia di Ammirazione Femminile per l’Associazione Il Filo di Eloisa (LietoColle, 2008). Monografia sull’opera: Francesco Roat, L’ape di luglio che scotta, anna maria farabbi poeta (LietoColle, 2005).             Massimo Achilli si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Orvieto, nella sezione di Arti Grafiche Pubblicitarie e della Fotografia nel 1976. Regista, fotografo, autore di Multivisioni d’Arte, Opere Multimediali, Installazioni Fotografiche, Performances Teatrali: dirige il Collettivo Teatro Animazione di Orvieto e la scuola di teatro danza e arti multimediali "Laboratorio Teatro Orvieto". Dal 1994 al 1998 collabora con l’Associazione Arte Multi Visione per il Festival Internazionale omonimo in qualità di assistente alla direzione artistica e come artista, proponendo multivisioni d’arte, spettacoli e installazioni multimediali; con alcune di queste opere è presente in diversi festival multimediali in Italia, Francia, Germania. Sempre dal 1994 è fotografo ufficiale del Teatro Mancinelli di Orvieto. Dal 2001 dirige la residenza d’arte, cultura e spettacolo "Venti Ascensionali" in cui sono stati ospitati importanti artisti. Dal 2003 collabora con il musicista jazz Giampaolo Ascolese e il suo gruppo, con cui ha già prodotto 4 spettacoli multimediali, da allora inizia una collaborazione sempre più assidua con altri musicisti Jazz quali Gabriele Mirabassi, Danilo Rea e Gerardo Iacoucci e Enzo Pietropaoli. Fotografa per il teatro la danza e il jazz, le sue foto sono state pubblicate su diverse riviste specializzate (Zoom, Photo, Gente di fotografia, Jazzit), sul libro fotografico "Umbria & Jazz 25 anni di musica" e il libro fotografico uscito nel 2003 per i 30 anni di Umbria Jazz. Ha realizzato, per la casa editrice Amilcare Pizzi di Milano il calendario Jazz del 1999, e per Emergency, in collaborazione con Umbria Jazz il calendario Jazz 2003/2004, produce inoltre multivisioni d’arte e video sui restauri del Duomo di Orvieto e su altre opere storico artistiche e monumentali. Considerato il rilievo artistico di tale iniziativa, vi esorto a non mancare. Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti Sezione Provinciale di Bari Il Presidente (Luigi Iurlo) Telefono e fax 0805429082 - 0805429058 E-mail: uicba@uiciechi.it              

Pubblicazione del: 07-12-2010
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Titolo Precedente: Lunedì 13 dicembre Messa di Santa Lucia

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