L'A.S.D. UIC Bari conquista il titolo di campione di showdown nel campionato a squadre   Stampa questo documento dal titolo: . Stampa

Emozionante ed inatteso successo dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Unione Italiana Ciechi Bari che, sabato 23 e domenica 24 giugno 2012 presso il “Campus X” di Bari, ha conquistato il titolo di Campione d’Italia FISPIC di showdown a squadre di serie A della stagione sportiva 2011/2012. Al campionato, indetto dalla FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi) e organizzati dall’A.S.D. UIC Bari hanno partecipato n° 5 società: A.S.D. UIC Bari (con 2 squadre), A.S.D. Polisportiva UIC Torino, Polisportiva Dani Firenze, G.S.D. Catania Torball e A.S.D. Campania 90 che al termine del girone all’italiana, con gare di sola andata, hanno disputato le tre finali che hanno determinato la seguente classifica finale:

1^ posto: A.S.D. UIC Bari 1

2^ posto:Dani Firenze

3^ posto:UIC Torino

4^ posto:A.S.D. UIC Bari 2

5^ posto:Catania Torball

6^ posto:Campania 90

Il titolo italiano è stato impreziosito dal 4° posto conquistato dalla seconda rappresentativa barese.

L’A.S.D. UIC Bari, guidata dal tecnico Domenico Stragapede, ha visto impugnare la racchetta:

1^ squadra: Massimo D’attolico, Chiara Di Liddo, Graziana Mauro e Giuseppe Simone;

2^ squadra: Vincenzo Di Bari, Vito Lasorsa, Antonio Menga e Samanta Milillo.

Il successo nel torneo a squadre è stato ottenuto alla prima partecipazione a cui gli atleti dell’A.S.D. UIC Bari sono giunti gradualmente. La disciplina è stata avviata nella stagione 2010/2011 che agonisticamente ha visto la partecipazione agli individuali con 3 atleti. Nel corso della stagione 2011/2012 è continuata la crescita del movimento barese tanto da consentire una partecipazione di 12 atleti (di cui 5 donne) ai tornei di qualificazione che hanno permesso a: Chiara Di Liddo, Massimo D’Attolico e Giuseppe Simone di disputare i campionati individuali. Un’ulteriore premio al lavoro svolto è rappresentato dalla convocazione di Di Liddo ai raduni della nazionale.

Oltre all’aspetto agonistico, i campionati hanno avuto una notevole valenza per quanto riguarda la diffusione della stessa e favorire l’integrazione sociale obiettivi che negli scorsi mesi hanno spinto l’A.S.D. UIC Bari a porre la propria candidatura all’organizzazione del campionato che ha potuto pregiarsi del patrocinio dell’Unione Italiana Per Ciechi ed Ipovedenti della Puglia.

Quello appena conquistato è un titolo che a distanza di molti anni vede l’A.S.D. UIC Bari conquistare un titolo italiano in una disciplina sportiva, fatto che non avveniva dalla metà degli anni novanta quando si è registrato l’ultimo titolo italiano vinto dalla squadra di calcio per ipovedenti.

“Un grazie va a tutti gli atleti e al tecnico per l’impegno profuso in queste due stagioni”, ha dichiarato il presidente Vito Mancini. Il successo è giunto grazie alla tenacia e al gioco espresso da parte di tutti gli atleti che hanno permesso di annullare la maggiore esperienza acquisita dalle squadre avversarie”.

Lo showdown è una disciplina che nelle ultime stagioni sta conoscendo un notevole sviluppo. Viene praticato su campi delle dimensioni di 3.62x1.21 metri. Si gioca con una palla sonora, del diametro di 6 cm, nella quale sono state inserite biglie di acciaio e racchette con le quali i due atleti, bendati per annullare l’eventuale residuo visivo, cercano di mandare la palla nella porta dell’avversario, facendola passare sotto lo schermo centrale, mentre l’avversario attua la difesa.

Nei campionati a squadra ogni compagine affronta l’avversario con tre elementi (2 di un sesso e 1 dell’altro) con tre servizi per atleta. Ogni rete da diritto a 2 punti mentre un’infrazione viene sanzionata con un punto a favore dell’avversario. Ogni partita, disputata in unico set che termina al raggiungimento del 31° punto, dà diritto a 3 punti.

Lo Showdown fu inventato da Joe Lewis, un canadese non vedente, negli anni ’60. Subito divenne un successo e nel 1980 si data la sua presentazione, come sport ricreativo, ai Giochi per Disabili fisici di Arnhem (HOL). Questo sport, largamente praticato all’estero, è ancora relativamente agli inizi per quanto riguarda l’Italia. Tuttavia, già da qualche anno, dopo i primi tornei sperimentali e dimostrativi, si organizzano Campionati Italiani Assoluti che vedono ogni anno aumentare il numero di partecipanti. Lo Showdown viene praticato in Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America. Come si gioca Gli incontri di questa disciplina sportiva riservata ad atleti non vedenti, si disputano tra due giocatori, su di un campo rettangolare, costituito da un tavolo con sponde laterali alle cui estremità vi è una piccola porta ed uno schermo al centro del tavolo. Si gioca al cospetto di un arbitro, vedente, con racchette, realizzate in materiale liscio e duro e della lunghezza di cm 38, ed una palla sonora, del diametro di cm 6. Lo scopo del gioco è quello di mandare la palla nel campo opposto, facendola passare sotto lo schermo centrale e tentando di imbucarla nella porta avversaria. Si gioca dal fondo del tavolo, mai dai lati, ogni goal vale due punti, e si aggiudica la partita chi, per primo, raggiunge il punteggio di 11 per l’individuale e di 31 per i tornei a squadra, con lo scarto, rispetto all’avversario, di due punti. Il principio di gioco potrebbe essere paragonato al tennis tavolo, non a caso il termine volgare di questa disciplina è ping-pong per non vedenti, ove gli scambi bassi prendono il posto di schiacciate e pallonetti.

Associazione Sportiva Dilettantistica Unione Italiana Ciechi Bari il Presidente (Vito Mancini)



Pubblicazione del: 29-06-2012
nella Categoria Sport


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